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Un importante studio clinico italiano, pubblicato in questi giorni sulla prestigiosa rivista The Lancet, porta ottimismo nella lotta contro il tumore del pancreas. Lo studio, chiamato CASSANDRA, ha coinvolto 17 ospedali italiani e ha confrontato due strategie di trattamento prima dell’intervento chirurgico: PAXG e mFOLFIRINOX, entrambi già utilizzati nella cura del tumore del pancreas.
Un elemento fondamentale: una ricerca clinica totalmente indipendente
PAXG rappresenta il risultato di una ricerca clinica indipendente, non sponsorizzata dall’industria farmaceutica ma dalle associazioni pazienti, portata avanti dal Prof. Michele Reni, Primario delle Unità Operative di Oncologia e Day Hospital Oncologico, Direttore del Programma Strategico di Coordinamento Clinico del Pancreas Center all’IRCCS Ospedale San Raffaele e Professore Associato di Oncologia all’Università Vita-Salute San Raffaele, insieme ai suoi collaboratori e a una rete di centri clinici italiani.
PAXG mostra una maggiore efficacia clinica
Il regime PAXG (una combinazione di cisplatino, nab-paclitaxel, capecitabina e gemcitabina) si è dimostrato più efficace di mFOLFIRINOX.
Che cosa significa “più efficace”?
I ricercatori hanno misurato il tempo in cui la malattia resta sotto controllo senza peggiorare dopo l’inizio delle cure (EFS – Event Free Survival).
– Con PAXG: 16 mesi medi senza progressione
– Con mFOLFIRINOX: 10 mesi
PAXG riduce del 37% il rischio che la malattia peggiori.
Altri risultati importanti
1. Migliore controllo del tumore
I pazienti trattati con PAXG hanno mostrato:
– una maggiore riduzione del marker tumorale CA19-9,
– una migliore risposta radiologica,
– più frequenti risposte patologiche favorevoli dopo la chirurgia.
2. Meno metastasi al momento dell’intervento
Con PAXG si osservano meno metastasi scoperte durante l’operazione o nei mesi immediatamente successivi.
3. Tossicità gestibile
Entrambi i trattamenti hanno effetti collaterali, ma:
– PAXG non risulta più tossico nel complesso,
– alcuni effetti sono più frequenti con PAXG (neutropenia),
– altri sono più frequenti con mFOLFIRINOX (nausea, diarrea, neuropatia).
4. Maggiore completamento del trattamento
Più pazienti hanno portato a termine l’intero percorso previsto quando trattati con PAXG.
Cosa significa per i pazienti?
PAXG dovrebbe diventare un nuovo standard di cura prima della chirurgia nei tumori del pancreas operabili o borderline.
Grazie a questo regime, aumentano le possibilità di rimuovere completamente il tumore, si riduce il rischio di ricadute precoci, migliorano le prospettive complessive di sopravvivenza.
Conclusione
Lo studio CASSANDRA rappresenta un importante passo avanti per i pazienti con tumore al pancreas.
Il fatto che sia una ricerca indipendente, ideata e guidata dal Prof. Michele Reni e dal suo team, rende il risultato ancora più significativo. PAXG si conferma un’opzione terapeutica più efficace e tollerabile, con il potenziale di diventare un nuovo standard di cura preoperatoria.
Per saperne di piu’, ascolta l’Intervista dell’Associazione Codice Viola al Prof. Reni: https://www.youtube.com/watch?v=dMLeJfqMd3M&t=1767s





