
RASolute 304: un nuovo studio per il tumore del pancreas dopo l’operazione
Agosto 24, 2026
A inizio ottobre la Fondazione Nadia Valsecchi è stata per la prima volta alla Fondazione Champalimaud di Lisbona, uno dei centri più avanzati al mondo per la ricerca e la cura del tumore al pancreas. Siamo tornati a casa con tante notizie e, soprattutto, con una grande dose di speranza.
Un congresso internazionale dedicato al tumore al pancreas
Dall’8 al 10 ottobre 2026 si è svolto il 3° Botton-Champalimaud International Pancreatic Cancer Conference: tre giorni dedicati al tumore al pancreas localmente avanzato e metastatico, con 60 esperti da tutto il mondo e circa 400 partecipanti. L’obiettivo era uno solo: portare le scoperte della ricerca dal laboratorio al letto del paziente, il più in fretta possibile.
Insieme a I-PCC, la comunità italiana dei ricercatori sul tumore al pancreas, c’era anche una bella squadra di giovani scienziati italiani, che hanno presentato il loro lavoro sul palco internazionale. Per conoscere i nomi e le ricerche di tutta la delegazione, leggete l’articolo completo sul sito di I-PCC: https://tinyurl.com/7p2xx34t.
Un incontro tra i network europei
Il congresso è stato anche un’occasione unica per incontrare i network di ricerca europei sul tumore al pancreas. Oltre a I-PCC per l’Italia, i gruppi di Germania, Francia, Spagna, Olanda e Regno Unito si sono confrontati sulle proprie attività e risorse. Da questo dialogo sono nate nuove idee di collaborazione e sinergia tra i vari gruppi. Siamo certi che porteranno a importanti passi avanti nella ricerca scientifica sul tumore al pancreas in Europa.
Cosa abbiamo imparato
La ricerca sul tumore al pancreas sta cambiando passo. Ecco i messaggi principali che abbiamo portato a casa da Lisbona.
- Un bersaglio finalmente alla portata. Quasi tutti i tumori al pancreas hanno un’alterazione in un gene chiamato KRAS. Per decenni è stato considerato “non bersagliabile”. Oggi ci sono nuovi farmaci, ancora in sperimentazione, che riescono finalmente a colpirlo.
- Ogni tumore è diverso. Due persone con lo stesso tumore possono rispondere in modo diverso alla stessa cura. Capire il perché è la strada verso terapie sempre più su misura.
- Il test genetico può fare la differenza. Alcune alterazioni, come quelle dei geni BRCA, permettono di usare farmaci specifici. Se non l’avete ancora fatto, chiedete al vostro oncologo informazioni sul test genetico è indicato per voi.
- Il sistema immunitario come alleato. I ricercatori stanno studiando vaccini e nuove strategie per insegnare alle difese immunitarie del corpo a riconoscere e attaccare il tumore.
- Fermare la malattia prima che si diffonda. Capire come il tumore “dialoga” con l’ambiente che lo circonda aiuta a trovare modi per bloccare le metastasi.
- Basta un prelievo di sangue? La biopsia liquida, un semplice esame del sangue, potrebbe in futuro aiutare a seguire la malattia nel tempo, in modo meno invasivo.
- I giovani ricercatori in primo piano. Quest’anno il congresso ha dato grande spazio ai giovani scienziati, tra cui molti italiani. Sono loro le reti di ricerca di domani.
Molti di questi progressi sono ancora in fase di studio. Il modo migliore per sapere se una nuova terapia o una sperimentazione clinica può fare al caso vostro è parlarne con il vostro oncologo.
Guardiamo avanti, insieme
Lisbona ci ha confermato che la ricerca sul tumore al pancreas corre più veloce che mai, e che la ricerca italiana è viva, giovane e connessa con il mondo. La Fondazione Nadia Valsecchi continuerà a sostenere i ricercatori e a costruire ponti tra l’Italia e i migliori centri internazionali, perché ogni scoperta arrivi prima ai pazienti.





